Regione Autonoma della Sardegna

Villaspeciosa

Arte e Cultura - Villaspeciosa

Villaspeciosa

 

Recandovi a Villaspeciosa, che sorge a soli venti chilometri da Cagliari, potrete visitare alcuni insediamenti nuragici sorti in prossimità di fonti naturali, il sito archeologico di S. Cromazio ed infine la particolarissima chiesa di S. Platano. Questa zona pianeggiante, ben fornita di fonti naturali, ha costituito a lungo l'ubicazione ideale per le popolazioni che basavano la loro economia sull'agricoltura e sull'allevamento. In località “ Mitza Purdia ”, all'interno di un edificio megalitico, sono state ritrovate ceramiche nuragiche ed un frammento miceneo, attestante, quest'ultimo, la frequentazione dell'isola da parte di questa civiltà del mondo greco. In località “ Mitza Cuccureddus ” è stato individuato un articolato insediamento riferibile all'età del Bronzo. In prossimità di una fonte, vicino ad un nuraghe, oggi quasi completamente distrutto, sono riemersi i resti di un edificio a pianta rettangolare, circondato da fondi di capanna circolari, che dovevano costituire l'abitato, ben protetti da una cinta muraria megalitica. Il territorio di Villaspeciosa ha restituito anche altri siti archeologici, la cui importanza è stata vanificata dai saccheggi clandestini, come nel caso della tomba nuragica a corridoio in località “ Monte Truxionis ”, o della necropoli romana di “ Bega Deretta” , private entrambe dei corredi funerari. In località “ Is Crus ”, invece, le ceramiche rinvenute nell'insediamento attestano la continuità d'uso dal Bronzo Finale fino all'età punico-romana. All'età punica si riferisce una nutrita serie di frammenti ceramici rinvenuti diffusamente sul territorio, ma particolarmente a “ Lacana de Bidazzone ”, “ Su Petzu Callitu ” ed infine a “ Is Olieddus ”. La presenza romana, per il periodo repubblicano, è attestata in quelle stesse zone in cui si erano precedentemente insediati i punici. Per le età più tarde le ceramiche rinvenute rivelano una presenza più sostenuta e più estesa. Le tracce di un acquedotto romano riferibile al II secolo d.C., sino a pochi anni fa ben visibili in località “ Bia Spolla Camisa-Pardu Bois ”, sono andate perdute. Il sito archeologico di S. Cromazio , scoperto per caso nel 1973, ha conosciuto campagne di scavo ripetute. È riemerso un piccolo complesso termale, riferibile al III secolo d.C. Su questa struttura, presumibilmente nel IV d.C. avanzato, s'impiantò un edificio di culto cristiano, testimoniato dalla presenza di un'ampia aula mosaicata con una serie di pannelli disposti a ferro di cavallo attorno ad un rettangolo centrale. Nel bordo esterno della pavimentazione si susseguono interessanti composizioni policrome. L'uso del rosso, bianco, nero, ocra e verde è impiegato nella definizione di diversi motivi, tutti racchiusi da un bordo a chevrons . Appaiono kantaroi, ossia vasi per libagioni, pelte, rosoni racchiusi da foglie di acanto, forme ottogonali. Tra i motivi particolare interesse suscita la presenza del ramo di miglio, finora attestato solamente in Africa ed a Piazza Armerina. La decorazione più antica, quella del motivo a ferro di cavallo, è stata riferita al IV secolo d.C., quella del pannello centrale ad un momento successivo, forse nel V secolo d.C., quando la chiesa è stata parzialmente ripavimentata ed utilizzata per deporvi una quindicina di sepolture singole e plurime. Seguì la fase d'abbandono del sito, e l'abitato fu probabilmente trasferito nella posizione attuale. Il mosaico di Villaspeciosa è il più esteso tra quelli che sono stati rinvenuti nell'isola, con un'ampiezza pari a circa 160 mq. La chiesa di S. Platano , collocata su un'ampia pavimentazione litica, domina il paesaggio campestre circostante, all'interno dell'omonimo Parco comunale, istituito negli anni ‘70. La chiesa, eretta dai monaci Vittorini, con molta probabilità nel 1141, pur oggetto di vari rimaneggiamenti, ha conservato il suo impianto originario. É dotata di due navate di lunghezza diseguale, terminanti in absidi semicircolari con semicatino. La particolarità dell'edificio risiede nella facciata, con due portali corrispondenti alle navate e sormontata da un campanile a vela, che colpisce per la sua policromia, ottenuta con l'uso di materiali differenti per natura, come il marmo, il tufo e la trachite. L'affiancarsi di conci bianchissimi, grigi, azzurri, e per giunta di dimensioni differenti, dà luogo all'impressione che sulla facciata confluiscano materiali di recupero, non destinati in origine a quest'uso: infatti, vi si trovano riutilizzati ampiamente materiali provenienti dal vicino sito di S. Cromazio. Perduta la volta originaria a botte, ora vi è un tetto ligneo a capriate ed un campanile provvisto di campana datata al 1428. La sagra dedicata a S. Platano si rinnova ogni anno in Agosto secondo l'antico rituale. La chiesa parrocchiale dedicata alla Vergine Assunta ha riaccolto uno splendido Cristo ligneo, detto “ Crocifisso Doloroso ”, di scuola sarda, databile tra la fine del XVI secolo e gli inizi del XVII, del quale nel dopoguerra e per circa sessanta anni si erano perse le tracce, probabilmente a causa dello sfollamento. Notevole l'altare del 1744.

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